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Ultrasone 7 Vs Ultrasone 9 edition … due monitor nella testa !

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Non avrei mai pensato di avere la possibilità di averle presso la mia abitazione tutte e due insieme.

Da un lato la nuova Edition 9, finalmente importata in Italia e reperibile, momentaneamente, con una certa facilità, dall’altro l’introvabile Edition 7, sold out dal 2005, prodotta in 999 esemplari … praticamente inacquistabile, anche nei vari mercati dell’usato. Ringrazio il fortunato possessore che me l’ha imprestata, dopo una serie di pressanti mail tese all’invio della suddetta presso il mio umile domicilio.

Ambedue le cuffie hanno il cavo bilanciato, la 9 ha il nuovo cavo in argento della Rudistor, la 7 ha il cavo Equinox Limited Edition, anch’esso in argento.
Sono due cuffie costruite in maniera eccellente, anche se il look della 7 è senz’altro più aggressivo: padiglioni ricoperti di uno splendido blu elettrico e pads bianchi. Esclusivissima e secondo me bellissima. Alquanto morigerata invece la Edition 9, priva di eccessi ed asprezze anche nell’aspetto.
La struttura portante è identica così come “l’indossabilità” delle cuffie, per me alquanto sacrificata ! I padiglioni sono infatti un po’ risicati nelle dimensioni, e l’head set, stringe un poco sulle orecchie. Assolutamente sconsigliata per chi ha la testa con un diametro eccessivo: ricorda la Sony Qualia … anche nella taglia L in mio possesso,  precisando che la giapponese è molto più leggera.
I drivers … si dice … che siano identici ! Cambiano alcune resistenze all’interno della cuffia che modificano ovviamente l’emissione e si dice che i padiglioni della Seven abbiano un disegno interno diverso a quello della Nine. Naturalmente non ho smontato le due cuffie e pertanto mi fido di chi ne sa senz’altro più di me in tal senso.
La Ultrasone, dalla sua nascita ha costruito cuffie dedicate all’ambito professionale: la Seven e la Nine sono state invece dedicate dall’azienda tedesca al mercato audiophile nel senso stretto del termine anche se, pare, sempre da voci esterne, che l’esperimento sia già terminato. Misteri del marketing e della globalizzazione e di tutto ciò che fa parte delle strategie commerciali dell’azienda teutonica.
L’impianto utilizzato per questa session è il mio standard:
Lettore BlueNote Stibbert Black Pearl a valvole con alimentazione esterna, Rudistor RP1000, cavi De Antoni Gran Dotto, tavolo Stabtower Gregitek ed una marea di accessori che non sto a citare per non essere scambiato per uno psicopatico. L’RP1000 monta della Mullard ECC82 del 1955, lo Stibbert delle Siemens E188CC del 1968.

Premetto … le due cuffie suonano in maniera simile ma diversa …

La Seven sembra abarthizzata rispetto alla Nine. Cosa significa ciò ? Semplice: tutto ciò che viene riprodotto con la Seven è più colorato, dettagliato, dinamico, spettacolare, interpretato, corroborato, rispetto alla Nine. Sembra, se possibile, che la Seven abbia voglia di abbagliare l’audiofilio con degli effetti speciali rispetto alla Nine, senz’altro maggiormente compassata, indubbiamente più neutra …
I bassi della Seven sono di una profondità pazzesca, ricordano molto da vicino quelli dei sistemi di di altoparlanti con woofer da 30 cm. di diametro. Malgrado ciò sono controllati e veloci, mai rilasciati, senz’altro articolati. La gamma media è molto bella, non trasparentissima, non eccessivamente liquida, ma di un calore che ricorda diffusori pilotati da KT88 Gec. La gamma alta è presente, mai invadente, forse un attimo arretrata rispetto alla gamma media.
La riproduzione delle voci femminili è eccellente, così come è altrettanto eccellente il rispetto delle dimensioni degli strumenti all’interno dell'headstage, sempre molto largo, con un effetto olofonico, in certe occasioni molto amplificato, magari eccessivo. Ascoltare il rock con questa cuffia è il massimo al quale può aspirare l’utente audiofilo finale … non c’è una cuffia migliore di questa. Ascoltare “The Dark Side Of The Moon” con la Seven è un’esperienza mistica!
Amo questo disco che ascolto ininterrottamente da trenta anni, ma con la Seven ho scoperto piccole nuance che spesso erano rimaste nascoste tra le pieghe (Bit) del cd. Un vero monitor, non eccessivamente puntiglioso, non seraficamente capzioso, che tende a basire l’utente finale, abbagliato dal punch e dalla dinamica della cuffia teutonica.

E la Nine? La Nine è simile alla Seven ma con un equilibrio maggiore, con una musicalità meno caratterizzata, con una timbrica maggiormente tendente al chiaro, con una spazialità più oggettiva, priva di effetti “speciali”, senz’altro maggiormente conforme ad un utilizzo con più generi musicali. E’ chiaro l’intento dei progettisti che hanno cercato di addomesticare le potenzialità della Seven, alla ricerca di una cuffia più UNIVERSALE, dalla personalità meno egocentrica.

Cosa penso di queste due cuffie ? Penso che siano due oggetti eccellenti, forse le migliori cuffie chiuse che ho avuto la possibilità di ascoltare, assolutamente da possedere, e da mettere a proprio agio con impianti al di sopra di ogni sospetto. Attenzione alla sorgente ed ai cavi … non accettano compromessi.
Alla prossima …

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